martedì 24 novembre 2015

Ricordi

Ho scritto questo racconto di getto, immaginandomi al tramonto della mia vita.

RICORDI

Si sedette sul bordo del molo nuovo. Posò il bastone e passò in rassegna il contenuto della sua borsa. Un libro dalla copertina rossa tutta sgualcita. Un paio di occhiali. Un panino imbottito con mortadella e provolone affumicato. Delle gomme da masticare. Il biglietto del bus. Dopo una breve pausa, inforcò gli occhiali e iniziò a leggere, lanciando di tanto in tanto un’occhiata alla barca col pescatore che rassettava le reti. Tirava una leggera brezza che gli scompigliava i radi capelli bianchi. Il campanile della chiesa suonò nove rintocchi secchi. L’uomo prese una matita dalla tasca destra e sottolineò una frase, poi infilò il pollice nel libro e rimase in silenzio ad osservare il placido e azzurro mare. 
Quanti ricordi mi affiorano alla mente; tanti, troppi.  
Maledetta artrosi, ti fai sentire. 

#LibriNonArmi

Mi raccomando scrivete e spammate su tutti i social network #LibriNonArmi

Per capire le motivazioni guardate il mio video qua sotto.

Diffondiamo la cultura, non la guerra.

#NoAllaViolenza



lunedì 23 novembre 2015

Il viaggio nel tempo: da Wells a Benigni

"The Time Machine" (1960)
Il tema del viaggio nel tempo è certamente uno dei filoni letterari e cinematografici più prolifici che possiate immaginare, e per questo cercherò di essere il più sintetico ed esauriente possibile nel presentarvelo. Tutto parte da un anno che passerà alla storia: il 1895, quando lo scrittore londinese H. G. Wells, quasi trentenne, pubblicò il romanzo fantascientifico The Time Machine (La macchina del tempo). E qui devo necessariamente fermarmi e parlarvi prima di alcune opere precedenti a questa che avranno interessanti influssi sugli sviluppi futuri del tema.  

I viaggiatori temporali
Sei anni prima della pubblicazione de La macchina del tempo un certo Mark Twain pubblicò il romanzo Un americano alla corte di re Artù (A Connecticut Yankee in King Arthur's Court), un’opera satirica dove, come già il titolo stesso ci descrive, un americano si ritrova misteriosamente alla corte di re Artù. Il protagonista, sfruttando le sue moderne conoscenze tecnologiche (migliora le armature, costruisce una ferrovia, una bici eccetera), non si accorge che così facendo inavvertitamente modifica il passato. Una seconda opera che ci interessa è il celebre Canto di Natale (A Christmas Carol) di Charles Dickens, pubblicato nel 1843. Qui il protagonista è l’avaro Scrooge il quale viaggia nei Natali del suo passato, del suo presente e del suo futuro e vede se stesso da bambino (nel passato). Ecco, in questo romanzo abbiamo due cose da notare: per la prima volta un esempio di paradosso (ovvero Scrooge che vede se stesso da giovane) e poi il viaggio che l’avaro fa nel futuro, vedendo se stesso morto, è un vero e proprio monito che provocherà nell’anziano un radicale cambiamento delle sue azioni nel suo presente (ovvero diventare generoso con tutti). In ogni caso in entrambi gli esempi i due protagonisti di Twain e di Dickens compiono dei viaggi involontari. Ora, tornando al romanzo La macchina del tempo di Wells, la vera protagonista della storia è proprio la macchina del tempo più che i viaggi nel futuro dello scienziato. Al tempo in cui l’autore scrisse questo romanzo, l’idea di una macchina in sé era ancora misteriosa (le biciclette erano state inventante nel 1855). Non solo, Wells crea una macchina in grado di viaggiare nel tempo con tanto di poltroncina, contatore di anni, mesi e giorni e leve da spostare! Lo scienziato ha la possibilità di andare sia nel passato come nel futuro, visto che Wells ci presenta la teoria quadrimensionale , e sceglie di andare nel futuro. Ma il protagonista, più che essere interessato al viaggio nel tempo in sé, è curioso di vedere se la sua invenzione funziona davvero. 

venerdì 20 novembre 2015

Indagine a New York

Cari amici lettori, bentrovati. Oggi vi regalo un mio racconto ambientato a New York, fatemi sapere se vi piace! ^_^

INDAGINE A NEW YORK

Central Park, New York
11 agosto 3114 d.C., ufficio della Polizia Temporale, New York 

Il commissario, seduto al centro della sala circolare che costituiva il suo ufficio, stava fumando un toscano. Abortendo uno sbadiglio, ammirava il panorama notturno della metropoli riversato dalle finestre: il cielo era pieno di lunghe scie rosse e gialle che attraversavano le autostrade aeree, formando mirabolanti giochi di luci psichedeliche. Il commissario si addormentava spesso così, cullato dalla dolce quiete metropolitana… Tranne quella volta: infatti un poliziotto entrò all’improvviso, dicendogli: ― Capo, abbiamo un nuovo caso, ed è urgente! ― Il commissario girò la poltrona levitante verso il ragazzo dall’impeccabile e linda divisa, lo degnò di una fugace occhiata stanca, poi lesse il palmare. Le sue sopracciglia si aggrottarono paurosamente e il giovane poliziotto, dai penetranti occhi azzurri, iniziò a sudare freddo.
― Per Nettuno! Al momento ho tutti gli uomini migliori occupati… ― affermò, schiacciando quel che restava del sigaro fra le grasse dita. Mandò via l’agente e si stropicciò gli occhi: davanti a lui c’era un monitor che copriva l’intera parete, dove scorrevano le riprese di un filmato che mostrava una ragazza dalla corporatura procace sfoggiare un rimmel rosso fuoco, mentre stava chiacchierando con un losco individuo dal viso oscurato.
― Dannazione! Non ne verrò mai a capo! ― Esclamò improvvisamente, spaventando il suo povero cucciolo di alano che dormicchiava sotto la scrivania; il cane, per evitare ulteriori traumi, con le orecchie abbassate si spostò nella cuccia autopulente. Poi si decise e accese il visofono: ― Steve, convoca Frahorus! È l’unica speranza che abbiamo per risolvere il caso. 

giovedì 19 novembre 2015

Ripartenza


RIPARTENZA

Ciao lettore, scrivo proprio a te. Come il celebre Hagrid che portò il piccolo Harry in salvo con la sua moto volante, così io mi ripresento qua in questo spazio virtuale. 
Ricomincio.
Riprendo a scrivere, più maturo che mai. 
Perché scrivere è sempre stata l'azione e l'attività che preferisco. 
Perché ne sento il bisogno.
Perché mi va.
Come Hagrid anch'io mi sento vulnerabile, come lui sono spesso solo coi miei pensieri nel suo rifugio accogliente da custode, circondato dall'affetto del caro Fuffi e dalla sincera amicizia di Harry, Ron e Hermione.
Ti ringrazio per aver letto queste poche righe di ri-presentazione del blog, e ti auguro di trovare una buona lettura. 

A presto, Frahorus

martedì 17 novembre 2015

Letture di Settembre e Ottobre 2015

«Signora, io sono un soldato. E i soldati non pensano. Mi si ordina di andare e io vado. Di combattere, e io combatto. Di farmi uccidere, e muoio. L'esercizio del pensiero renderebbe il combattimento più difficile, e più terribile la morte».
«Tedesco o francese, amico o nemico, come prima cosa è un uomo, e io sono una donna. Con me è dolce, tenero, pieno di piccole attenzioni... È un ragazzo di città; curato come non sono i ragazzi di qui; ha una bella pelle, denti bianchi. Quando bacia ha un alito fresco, non puzza di vino come i giovanotti della zona. Questo mi basta. Non voglio altro. Ci complicano già sufficientemente l'esistenza con le guerre e tutto il resto. Tra un uomo e una donna queste cose non contano. Se fosse inglese o negro e mi piacesse, me lo prenderei, se potessi. Le faccio schifo? Certo, lei... lei è ricca, può godere di piaceri che a me non sono concessi...».

"La guerra... sì, sappiamo bene cos'è. Ma l'occupazione, in un certo senso, è ancora peggio, perché ci si abitua alle persone. Si pensa: 'Dopotutto sono persone come noi', e invece no, non è vero. Siamo due razze diverse, irreconciliabili, nemiche per sempre", così pensavano i francesi.
Stralci tratti da Suite francese di Irène Némirovsky

mercoledì 11 novembre 2015

Recensione Doctor Who (9x00) - L'Ultimo Natale (Last Christmas)

Dopo essersi svegliata, Clara scopre la presenza di Babbo Natale sul suo tetto. Mentre cerca di negare l'esistenza di quest'ultimo viene raggiunta dal Dottore, che la porta via sul TARDIS. Al Polo Nord, nel frattempo, un gruppo di scienziati cerca di salvare i propri compagni, che sono stati presi da delle creature simili a granchi. Il Dottore e Clara arrivano alla base e vengono attaccati dai granchi, salvo poi venire salvati da Babbo Natale. Ma tutto quello che stanno vivendo è davvero la realtà? Oppure stanno sognando?





martedì 10 novembre 2015

PKNA #0/2 - Il Vento del Tempo

L'intelligenza artificiale Uno, interfacciandosi con le varie telecamere di sicurezza sparse per la città, si accorge che uno strano individuo dall'aspetto di un grosso rapace vola sopra Paperopoli apparentemente senza alcun sistema di propulsione. Informato Paperinik, lo manda a fare un sopralluogo in un magazzino di una ditta produttrice di scatole ed imballaggi, dal momento che anche il misterioso rapace si sta dirigendo laggiù. I due si incontrano e Pk ha la peggio: il ladro, dopo aver rubato una scatola, lo colpisce e svanisce nel nulla. L'eroe è costretto a fuggire dal momento che l'allarme del magazzino è scattato.
Immortalato dalle telecamere di sicurezza, Paperinik è costretto ancora una volta a fare i conti con i diffamanti servizi dell'arcigno e burbero giornalista Angus Fangus nei suoi confronti, che lo descrive come una minaccia per la società.
Nel frattempo, Zio Paperone ha deciso di affittare il settantacinquesimo piano della Ducklair Tower proprio alla redazione giornalistica dell'emittente televisiva Canale 00. Paperino, presente durante il giro di accompagnamento in qualità di custode della torre, si trova a discutere con Angus e con la bellissima giornalista Lyla Lay del furto avvenuto al magazzino. Lyla sostiene che, se fosse stato per lei, avrebbe preferito sottrarre una fibra di tetragonium, materiale ultra-resistente di nuova fabbricazione. Il misterioso ladro torna in azione, sottraendo prima ad un furgone blindato un astuccio colmo di diamanti e poi proprio un campione di tetragonium dal laboratorio sperimentale dove era conservato. Paperinik si scontra nuovamente con il nemico, che gli si presenta con il nome di Razziatore. E scoprirà che non è un semplice ladro...


sabato 7 novembre 2015

Cambiare la vita in meglio? Si può in trenta giorni!

Volete cambiare in meglio la vostra vita?
Volete staccare dalla solita e noiosa routine di tutti i giorni?
Allora seguiamo il suggerimento di Morgan Spurlock: possiamo cambiare in soli trenta giorni, come?

Ve lo spiega Matt Cutts in questo bel video...




mercoledì 4 novembre 2015

Recensione Doctor Who (8x12) - Morte in Paradiso (Death in Heaven)

Ed eccoci giunti all'ultima puntata dell'Ottava Stagione di Doctor Who (del New Doctor). Preparate i fazzoletti e venite con me a scoprire come va a finire (ovviamente se non avete ancora visto questa puntata farò una montagna di spoiler, quindi non aprite il video qua sotto e andatevela a recuperare!)

Nella puntata precedente avevamo lasciato Clara completamente circondata dai Cybermen nei sotterranei della Cattedrale di St. Paul, mentre il Dottore era impegnato e ancora intontito dalla rivelazione di Missy, ovvero che lei in realtà è Il Maestro. Nel frattempo l'esercito dei Cybermen defunti non si arresta ma anzi, il pericolo sta aumentando, visto che adesso stanno per essere convertiti anche i vivi oltre ai morti... Riuscirà il Dottore a salvare, assieme a Clara e a Danny, il mondo per l'ennesima volta?



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